Agopuntura e Sindrome da Deficit di Attenzione Iperattività (ADHD)

L’ADHD è uno dei disturbi del neurosviluppo più comuni nei bambini e ragazzi. Si manifesta con disattenzione, eccessiva attività motoria e impulsività che, se persistono, ostacolano scuola, relazioni e crescita. Il trattamento standard prevede farmaci e terapia comportamentale, ma non tutti rispondono bene e alcuni hanno effetti collaterali importanti. Per questo l’agopuntura, nata nella medicina tradizionale cinese e con un buon profilo di sicurezza, viene studiata come possibile supporto o alternativa. Negli ultimi anni sono aumentati studi clinici e revisioni che valutano se l’agopuntura possa ridurre i sintomi principali dell’ADHD.

AGOPUNTURA PER DISTURBI SPECIFICIAGOPUNTURA E SALUTE MENTALE O INTEGRATA

Francesco Giombini

10/25/20255 min read

Agopuntura e Sindrome da Deficit di Attenzione Iperattività (ADHD) - giubiasco
Agopuntura e Sindrome da Deficit di Attenzione Iperattività (ADHD) - giubiasco
Epidemiologia e Caratteristiche Cliniche dell'ADHD
  • Quanto è diffuso: l’ADHD riguarda circa il 5–7% di bambini e ragazzi. Le stime cambiano a seconda di come si fa la diagnosi e delle caratteristiche dei gruppi studiati.

  • Quanto dura nel tempo: in 4–6 casi su 10 i sintomi continuano anche nell’adolescenza e in età adulta, anche se possono cambiare aspetto.

  • Come si manifesta (due aree principali):

    • Disattenzione: fatica a mantenere l’attenzione, facile distraibilità, disorganizzazione, dimenticanze.

    • Iperattività–impulsività: irrequietezza, fatica a stare seduti, parlare molto, interrompere gli altri, difficoltà ad aspettare il proprio turno.

  • Perché compare (cause): è multifattoriale. Pesano la genetica, differenze in alcuni circuiti cerebrali (fronto-striati), l’equilibrio di dopamina e noradrenalina, e fattori ambientali prima e dopo la nascita. Non è colpa dell’educazione dei genitori.

  • Conseguenze possibili: rendimento scolastico più basso, difficoltà nelle relazioni, maggiore rischio di incidenti, presenza di altri disturbi (per es. ansia, depressione, disturbi della condotta o dell’apprendimento), qualità di vita ridotta. Tutto ciò genera un impatto importante per la persona, la famiglia e la società.

Approcci Terapeutici Convenzionali e Limiti
Trattamento standard dell’ADHD – in parole semplici
  • Approccio combinato: farmaci + interventi psicologici/educativi.

  • Farmaci stimolanti (metilfenidato, anfetamine): aumentano dopamina e noradrenalina nel cervello; funzionano nel 70–80% dei casi.

  • Alternative non stimolanti (atomoxetina, guanfacina): utili se gli stimolanti non vanno bene o non bastano.

  • Supporti non farmacologici: terapia comportamentale, parent training e psicoeducazione.

Limiti dell’approccio farmacologico
  • Risposta insufficiente nel 20–30% dei pazienti.

  • Effetti collaterali possibili: scarso appetito, insonnia, mal di testa, irritabilità, crescita ponderale più lenta; più raramente problemi cardiaci o psichiatrici.

  • Dubbi su sicurezza a lungo termine, rischio di abuso e stigmatizzazione.

Perché cercare alternative/complementi
  • L’agopuntura è considerata una possibile opzione di supporto, con buon profilo di sicurezza, e viene valutata scientificamente per capire quanto aiuti sui sintomi.

Meccanismi Neurobiologici Ipotizzati

L’agopuntura potrebbe agire sull’ADHD stimolando terminazioni nervose di pelle e muscoli: il segnale sale al midollo spinale e raggiunge aree cerebrali coinvolte in attenzione, autocontrollo ed emozioni, come corteccia prefrontale, cingolato anteriore e nuclei della base. Le indagini di neuroimaging (risonanza e PET) suggeriscono che questa stimolazione moduli l’attività di tali circuiti, che nell’ADHD risultano spesso meno efficienti.

Sul piano chimico, diversi studi indicano un possibile riequilibrio di dopamina, noradrenalina e serotonina, messaggeri fondamentali per concentrazione, motivazione e umore. Si osservano anche effetti sul sistema delle endorfine (con possibile azione calmante e di benessere), una regolazione dell’asse dello stress con riduzione del cortisolo, un’azione antinfiammatoria tramite minor produzione di citochine e un supporto alla plasticità cerebrale con aumento del BDNF, fattore che favorisce la crescita e la flessibilità delle connessioni nervose. Queste evidenze sono promettenti ma in larga parte derivano da modelli animali o studi piccoli sull’uomo; servono ricerche cliniche più ampie per confermare con certezza i meccanismi coinvolti.

Profilo di sicurezza e tollerabilità (spiegato semplice)

Valutare la sicurezza è decisivo, soprattutto nei bambini. Le ricerche su studi clinici e revisioni mostrano che l’agopuntura ha in generale una buona tollerabilità, con meno effetti indesiderati rispetto ai farmaci.

Nei pazienti pediatrici l’agopuntura risulta ben tollerata, con buona adesione e tassi di effetti indesiderati simili o più bassi rispetto agli adulti. La paura degli aghi può essere un ostacolo, ma si gestisce con una buona preparazione psicologica, aghi molto sottili, metodi non invasivi (come lo Shonishin) e un ambiente rassicurante. L’assenza di effetti sistemici importanti, di rischio di abuso e di interazioni con farmaci è un vantaggio rispetto agli psicostimolanti. Resta fondamentale che il trattamento sia eseguito da professionisti formati e certificati, con materiale sterile monouso, nel rispetto delle controindicazioni, e inserito in un percorso terapeutico integrato, non come sostituto indiscriminato dei trattamenti con prove di efficacia.

Evidenze Cliniche: Studi Controllati Randomizzati

Gli studi clinici randomizzati sull’agopuntura per l’ADHD suggeriscono benefici sui sintomi core. In alcuni trial l’agopuntura ha dato miglioramenti nelle scale comportamentali paragonabili ai farmaci; in altri, l’elettroagopuntura aggiunta alla terapia comportamentale ha ridotto disattenzione e iperattività più della sola terapia. Anche l’agopuntura auricolare ha mostrato segnali positivi su concentrazione, memoria di lavoro e controllo degli impulsi.

Le meta-analisi riportano, in media, miglioramenti significativi e di entità moderata, più solidi per iperattività-impulsività che per disattenzione; le valutazioni di genitori e insegnanti risultano concordi.

Integrazione con Approcci Terapeutici Convenzionali

L’agopuntura ha senso soprattutto come parte di un percorso integrato, non come sostituto dei trattamenti standard. Inserita accanto a farmaci e interventi psicosociali (terapia cognitivo-comportamentale, parent training, adattamenti dell’ambiente), può offrire un effetto sinergico: alcuni studi mostrano risultati migliori rispetto alla sola farmacoterapia e, in certi casi, la possibilità di ridurre le dosi dei farmaci e i relativi effetti collaterali mantenendo l’efficacia. Questo approccio funziona meglio in un team multidisciplinare (agopuntore, neuropsichiatra infantile, psicologo, educatori), che valuta la situazione nel complesso, personalizza il piano e monitora con strumenti condivisi gli esiti nel tempo. È cruciale informare famiglie e caregiver in modo chiaro su cosa aspettarsi: livello di prove disponibile, durata probabile del ciclo, costi, benefici e limiti. La decisione di includere l’agopuntura va presa considerando gravità dei sintomi, risposta ai trattamenti già provati, controindicazioni o intolleranze ai farmaci, preferenze del paziente/famiglia e disponibilità di professionisti qualificati. Un’impostazione pragmatica e basata sulle evidenze, che riconosce sia le potenzialità sia i limiti attuali, è la via più equilibrata per l’uso clinico.

Conclusioni

Nel complesso, le prove disponibili indicano che l’agopuntura—da sola o come aggiunta ai trattamenti convenzionali—può migliorare alcuni sintomi dell’ADHD, in particolare iperattività-impulsività, con segnale medio di efficacia e un profilo di sicurezza generalmente favorevole. Tuttavia, la qualità metodologica degli studi è eterogenea per cui le conclusioni restano prudenti e richiedono in futuro trial più rigorosi, standardizzati e di maggiori dimensioni.

Alla luce di questi dati, la collocazione più coerente dell’agopuntura è all’interno di un approccio multimodale: integrazione con farmacoterapia e interventi psicosociali, personalizzazione del piano terapeutico e monitoraggio degli esiti. In tale cornice, l’agopuntura può offrire benefici aggiuntivi e, in alcuni casi, facilitare un uso più parsimonioso dei farmaci, mantenendo un buon profilo di tollerabilità.

Bibliografia scientifica essenziale
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