Come l'agopuntura stimola e riequilibra le difese immunitarie dell'organismo

Immaginiamo il sistema immunitario come un’orchestra. Quando tutti gli strumenti suonano in armonia, ci ammaliamo meno e recuperiamo più in fretta. Quando qualcuno stona – infiammazione cronica, autoimmunità, infezioni ricorrenti – l’equilibrio si rompe. Gli studi degli ultimi anni mostrano che l’agopuntura non “accende” semplicemente le difese, ma le aiuta a ritrovare la giusta intonazione, cioè l’omeostasi immunitaria. In queste pagine vedremo, con linguaggio semplice, come l’agopuntura dialoga con il sistema immunitario, quali meccanismi sono stati individuati, in quali contesti clinici può essere utile e quali sono i suoi limiti.

AGOPUNTURA PER DISTURBI SPECIFICI

Francesco Giombini

11/24/20255 min read

difese immunitarie-sistema immunitario-agopuntura-giubiasco
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Che cos’è l’omeostasi immunitaria e perché è così importante

Per omeostasi immunitaria si intende la capacità delle difese di restare in equilibrio tra attacco e tolleranza. In pratica: riconoscere ed eliminare virus, batteri e cellule tumorali, senza però distruggere i nostri tessuti o reagire in modo esagerato a stimoli innocui (come polline o cibo).

Quando questo equilibrio si rompe, possono comparire quadri diversi: difese “basse” con infezioni frequenti, difese “impazzite” come nelle malattie autoimmuni, oppure infiammazione silente che alimenta obesità, diabete, malattie cardiovascolari e decadimento cognitivo. L’agopuntura si inserisce proprio qui: non come “vitamina per le difese”, ma come modulatore fine dei circuiti che governano questa omeostasi.

Agopuntura: da tecnica antica a strumento moderno di immunoregolazione

L’agopuntura nasce nella medicina cinese come metodo per ristabilire il flusso armonico del Qi, l’energia vitale che scorre lungo i meridiani. Oggi sappiamo che sotto queste immagini si nasconde una fitta rete di fibre nervose, recettori, cellule immunitarie e molecole infiammatorie localizzate in prossimità di molti punti di agopuntura.

Le grandi revisioni pubblicate negli ultimi anni mostrano che la stimolazione con aghi, manuale o elettrica, può modificare l’attività di cellule chiave dell’immunità (come linfociti T, cellule NK e macrofagi), regolare il rilascio di citochine (le “parole chimiche” con cui le cellule immunitarie comunicano) e attivare circuiti nervosi che collegano pelle, midollo spinale, cervello e organi interni. In altre parole, l’agopuntura è una forma di neuromodulazione in grado di influenzare anche le difese.

Effetto bidirezionale: quando le difese sono troppo basse o troppo alte

Uno dei concetti più interessanti emersi dalla letteratura è l’effetto bidirezionale dell’agopuntura sul sistema immunitario. In condizioni di immunodepressione (per esempio dopo chemio, infezioni gravi o stress cronico) la stimolazione di specifici punti può aumentare l’attività di alcune cellule difensive e migliorare la produzione di citochine pro-protettive.

Al contrario, nei quadri in cui il sistema immunitario è troppo “aggressivo”, come nell’artrite reumatoide o in molte allergie, gli stessi circuiti vengono modulati in senso calmante: si riduce la produzione di mediatori pro-infiammatori e aumenta quella delle molecole regolatorie. Il risultato non è un freno cieco alle difese, ma una normalizzazione del loro comportamento, più vicina a ciò che il corpo fa quando guarisce spontaneamente.

Innato e adattativo: come gli aghi parlano alle cellule immunitarie

Il sistema immunitario ha due grandi “bracci”: quello innato (la risposta rapida e non specifica, con macrofagi, neutrofili, cellule NK) e quello adattativo (la risposta più lenta ma mirata, con linfociti T e B, anticorpi e memoria immunitaria). Le ricerche mostrano che l’agopuntura può agire su entrambi i livelli.

Cellule NK e macrofagi: le sentinelle che l’agopuntura può allenare

Le cellule NK (Natural Killer) sono i “commandos” del sistema immunitario: riconoscono ed eliminano rapidamente cellule infettate da virus e molte cellule tumorali. I macrofagi, invece, sono “spazzini intelligenti” che ripuliscono i tessuti e coordinano l’infiammazione.

Diversi studi mostrano che la stimolazione ripetuta di alcuni punti di agopuntura può incrementare il numero e l’attività delle cellule NK, migliorando la sorveglianza antitumorale e antivirale, e spostare i macrofagi da un profilo M1 (più pro-infiammatorio e distruttivo) a un profilo M2 (più riparativo e regolatorio), favorendo la risoluzione dell’infiammazione.

Linfociti T regolatori e equilibrio Th1/Th2, Th17/Treg

I linfociti T sono come direttori d’orchestra: decidono se amplificare o spegnere la risposta immunitaria. In particolare, i linfociti Th1 e Th17 tendono a “spingere” l’infiammazione, mentre i T regolatori (Treg) e una parte della risposta Th2 hanno un ruolo più pacificante.

Le revisioni di immunologia dell’agopuntura mostrano che i protocolli con aghi ed elettroagopuntura possono riequilibrare questi rapporti, riducendo l’eccesso di Th1/Th17 e favorendo l’attività delle cellule Treg. Questo aiuta a contenere le risposte autoimmuni e allergiche senza spegnere completamente la capacità del corpo di difendersi.

Microbioma intestinale: il ponte tra agopuntura e sistema immunitario

Negli ultimi anni è diventato chiaro che una parte importante del sistema immunitario vive nell’intestino, a stretto contatto con il microbioma, cioè l’insieme dei miliardi di batteri “buoni” che popolano il nostro apparato digerente. Quando questo ecosistema è in equilibrio, le difese lavorano meglio, l’infiammazione di base si riduce e il corpo tollera più facilmente ciò che non è pericoloso (per esempio alcuni alimenti o pollini).

L’agopuntura può influenzare questo asse intestino–cervello–immunità modulando il sistema nervoso autonomo, la motilità intestinale e il flusso sanguigno della mucosa. In modo indiretto, questo si traduce in un ambiente più favorevole per i batteri benefici e in una risposta immunitaria della parete intestinale meno “ipersensibile”.

Agopuntura, infiammazione e citochine: il linguaggio chimico delle difese

Le citochine sono proteine-messaggero che le cellule immunitarie usano per comunicare tra loro. Alcune sono pro-infiammatorie (come TNF-α, IL-1β, IL-6), altre antinfiammatorie o regolatorie (come IL-10, TGF-β). Quando le prime dominano troppo a lungo, l’infiammazione diventa cronica e danneggia i tessuti.

Meta-analisi su modelli animali e studi clinici indicano che l’agopuntura può ridurre i livelli di citochine pro-infiammatorie e, allo stesso tempo, aumentare quelle antinfiammatorie. In termini pratici, significa che l’agopuntura non si limita a ridurre il sintomo “dolore” o “edema”, ma interviene anche sui segnali biochimici che mantengono acceso il fuoco infiammatorio.

Ambiti clinici in cui l’agopuntura può sostenere il sistema immunitario

L’interesse per l’agopuntura come modulatore immunitario è particolarmente vivo in alcune aree cliniche, dove il ruolo dell’infiammazione e dell’omeostasi immunitaria è centrale.

  • Allergie respiratorie e infiammazione delle mucose

    In pazienti con rinite allergica e, in parte, con asma, diversi studi e revisioni indicano che l’agopuntura può ridurre sintomi come starnuti, rinorrea, prurito nasale e costrizione toracica, migliorando anche la qualità del sonno. A livello biologico, si osservano cambiamenti nelle citochine Th2-correlate e nei mediatori dell’infiammazione delle vie aeree.

  • Artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni

    Nell’artrite reumatoide, nelle spondiloartriti e in alcune connettiviti, l’agopuntura è stata studiata soprattutto come supporto per il dolore e la funzionalità articolare. Alcuni lavori mostrano anche effetti su indici di infiammazione e su marcatori immunitari, come il riequilibrio di Th17/Treg e la modulazione dei macrofagi sinoviali.

  • Oncologia integrata e immunità fragile

    Nei pazienti oncologici, l’agopuntura è sempre più utilizzata nei centri di medicina integrata per ridurre nausea, neuropatie, vampate, dolore e insonnia. Le meta-analisi disponibili suggeriscono anche un possibile miglioramento di alcuni parametri immunitari, come l’attività delle cellule NK e la conta di linfociti T, oltre a una migliore tolleranza ai trattamenti.

  • Stress, ansia e sistema immunitario

    Lo stress cronico e i disturbi d’ansia alterano profondamente l’equilibrio immunitario, favorendo infiammazione di basso grado e maggiore vulnerabilità alle infezioni. Studi su modelli animali e su pazienti ansiosi o depressi mostrano che l’agopuntura può ridurre i livelli di citochine pro-infiammatorie e migliorare alcuni parametri immunitari, in parallelo a benefici sul tono dell’umore e sulla qualità del sonno.

Conclusioni: un alleato per l’equilibrio delle difese, non una bacchetta magica

Le conoscenze attuali indicano con sempre maggiore chiarezza che l’agopuntura può modulare il sistema immunitario in modo fine e bidirezionale: potenziando dove c’è carenza, calmando dove c’è eccesso, e favorendo quel delicato equilibrio che chiamiamo omeostasi immunitaria. Lo fa attraverso reti complesse che collegano pelle, nervi, cervello, ormoni e cellule immunitarie.

Per il paziente questo si traduce in un possibile supporto in caso di allergie, malattie infiammatorie e autoimmuni, oncologia integrata, disturbi da stress e altre condizioni in cui infiammazione e difese giocano un ruolo chiave. Sempre all’interno di un percorso medico completo, personalizzato e basato sul dialogo tra professionisti.

L’agopuntura non è la risposta a tutto, ma è una risorsa preziosa per aiutare l’organismo a ricordare come si fa a guarire: riportando le difese non “al massimo”, ma al loro giusto posto.

Bibliografia scientifica essenziale
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